GLAUCOMA

Il Glaucoma è una malattia del nervo ottico nella quale si verifica una perdita caratteristica delle fibre, con incremento dell’escavazione della papilla ottica e riduzione del campo visivo. Il nervo ottico collega l’occhio al cervello permettendo all’immagine di essere percepita. L’evoluzione naturale della malattia, non trattata, è progressiva: il campo visivo si danneggia inizialmente nelle sue parti più periferiche, poi anche nella parte centrale, fino alla completa cecità. È fra le prime cause di cecità nel mondo, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo: si calcola che nel mondo dai 4,5 ai 9 milioni di persone siano cieche per via del Glaucoma.

In tutti i glaucomi, escluso il Glaucoma acuto, la malattia insorge e progredisce a lungo senza che la persona noti alcun disturbo: è per questo che viene definito come “silenzioso ladro della vista”. Nel momento in cui ci si rende conto di avere difficoltà a vedere di lato, o in basso o in alto (difetti del campo visivo) il danno al nervo ottico è già molto avanzato. La visione centrale viene in genere colpita per ultima ed è per questo che una persona affetta da Glaucoma, pur avendo degli importanti limiti nello svolgere le abituali attività (non vedere gradini se è persa la porzione inferiore del campo visivo, urtare contro pareti o spigoli, avere difficoltà alla guida, notare parole mancanti durante la lettura), può mantenere una acuità visiva alta, anche i famosi “dieci decimi”.

È necessario sottolineare che avere un’ottima acuità visiva (“dieci decimi”) non è garanzia di un apparato visivo sano. Un semplice “esame della vista” non è sufficiente ad escludere la presenza del Glaucoma.

Nel Glaucoma acuto invece i sintomi sono generalmente evidenti: grave dolore oculare e arrossamento, visione ridotta, aloni colorati, cefalea, nausea e vomito. La sintomatologia è così eclatante che i pazienti che giungono al pronto soccorso con un attacco di Glaucoma acuto possono correre il rischio di diagnosi errata. Un importante fattore di rischio è l’incremento della pressione intraoculare (la pressione dei liquidi che riempiono l’occhio), presente nell’80% dei casi. Nel restante 20%, la malattia decorre in assenza di ipertensione endobulbare e viene definito "Glaucoma a pressione normale".

Un altro importante fattore di rischio è l’età: la probabilità di Glaucoma è 0.5% a 45 anni, 1% a 60 anni, 2% a 80 anni.

Altri fattori di rischio sono la familiarità, la miopia, il diabete, il ridotto spessore corneale centrale, i traumi e gli interventi chirurgici, le malattie oculari, la ridotta perfusione del nervo ottico.

La forma di Glaucoma più comune è il "Glaucoma primario cronico ad angolo aperto": la pressione intraoculare si alza a causa della diminuita capacità di deflusso del sistema di scarico dell’occhio. Il liquido interno all’occhio si scarica attraverso l’angolo irido-corneale, una struttura situata nella camera anteriore dell’occhio, al cui interno si trova il trabecolato, deputato al deflusso dell’umor acqueo verso i vasi sanguigni sclerali.

Nel "Glaucoma primario ad angolo chiuso", che costituisce meno del 20% dei glaucomi, la pressione intraoculare raggiunge rapidamente livelli molto elevati a causa dell’impossibilità del liquido intraoculare di raggiungere le vie di deflusso, per l’esclusione o chiusura dell’angolo irido-corneale. Ridotte dimensioni del bulbo oculare, ipermetropia, incremento di spessore del cristallino o dell’iride, anomalie dei rapporti fra le strutture oculari sono importanti fattori di rischio di questo tipo di Glaucoma. L’insorgenza del "Glaucoma ad angolo chiuso" è spesso improvvisa (Glaucoma acuto).

Il "Glaucoma a pressione intraoculare normale" è una neuropatia ottica del tutto simile al "Glaucoma primario ad angolo aperto", nel quale, - presumibilmente a causa della ridotta perfusione della testa del nervo ottico -, questo degenera anche in assenza di incremento della pressione endobulbare.

Il Glaucoma congenito, presente alla nascita, è una forma rara ma particolarmente grave e resistente alle terapie; riconosce una eziologia malformativa dell’angolo irido-corneale.

Meno raro è il Glaucoma giovanile, anch’esso di origine malformativa, causato da una malformazione meno grave rispetto a quella della forma congenita. Spesso grave e particolarmente insidioso per l’elevato rischio di omissione o grave ritardo di diagnosi. Una volta fatta la diagnosi, il medico imposta la terapia e consiglia delle visite di controllo e degli esami di controllo necessari per monitorare la risposta alla terapia e la velocità di progressione della malattia, e il rischio individuale di menomazione funzionale e di cecità.

Essendo il Glaucoma una malattia cronica il monitoraggio deve continuare per tutta la vita, non solo se la malattia è curata con la terapia medica con colliri, ma anche se è stata curata con successo con un trattamento laser o chirurgico.

Il campo visivo è l’esame essenziale per il monitoraggio del Glaucoma, perché permette di monitorare direttamente la funzione del nervo ottico; la misurazione della pressione oculare, infine, è un altro esame molto importante perché permette di misurare la risposta alle terapie.

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